Per sapere se ChatGPT conosce la tua attività basta fargli la domanda che farebbe un tuo cliente, senza nominarti, e guardare chi consiglia. Ci vogliono dieci minuti, nessuno strumento a pagamento e un foglio dove annotare le risposte. Qui sotto trovi il metodo passo per passo, lo stesso che uso prima di mettere mano a qualsiasi sito.

Prima di iniziare: apri una chat pulita

Gli assistenti AI ricordano le conversazioni precedenti. Se hai già parlato della tua attività con ChatGPT, la risposta sarà falsata a tuo favore. Apri quindi una chat temporanea (in ChatGPT è l’opzione in alto a destra) oppure una finestra in incognito senza login. Fai lo stesso con Gemini e Perplexity: tre assistenti danno un quadro molto più affidabile di uno solo.

Passo 1: la domanda del cliente, senza il tuo nome

È la prova che conta davvero. Scrivi la domanda come la scriverebbe qualcuno che non ti conosce ancora, con il tuo servizio e la tua zona. Prepara tre varianti:

  • Categoria e città: «Qual è il miglior calzolaio a Mondovì?», «Consigliami un commercialista per partite IVA a Bologna».
  • Il problema: «Dove posso far risuolare delle scarpe di pelle in provincia di Cuneo?», «Chi mi aiuta ad aprire la partita IVA a Bologna?».
  • Il confronto: «Quali sono le alternative a [il tuo concorrente più noto] in zona?».

Fai ogni domanda tre volte. Le risposte cambiano a ogni richiesta, quindi una singola prova non dice molto: quello che conta è quante volte compari su nove tentativi per assistente.

Passo 2: la domanda con il tuo nome

Ora chiedi direttamente: «Cosa sai di [nome attività] a [città]?». Qui non stai misurando se ti nomina, ma cosa dice di te. Controlla con attenzione:

  • indirizzo, orari e contatti sono corretti?
  • i servizi descritti sono quelli che offri davvero?
  • ti confonde con un’altra attività con un nome simile?

Un errore qui è più grave di un’assenza: un cliente che riceve un orario sbagliato non ti chiama una seconda volta.

Passo 3: guarda le fonti

Perplexity mostra sempre le fonti numerate sotto la risposta, e ChatGPT lo fa quando cerca sul web. Annota quali siti vengono citati: il tuo sito, Google Maps, TripAdvisor, PagineGialle, un articolo del giornale locale, un elenco di settore. Questa lista ti dice dove gli assistenti vanno a prendere le informazioni nella tua categoria, e quindi dove devi esserci anche tu.

Se il tuo sito non compare mai tra le fonti mentre quello di un concorrente sì, hai trovato il punto da cui partire. Ne parlo più nel dettaglio in perché ChatGPT non nomina la tua attività.

Passo 4: controlla che il tuo sito sia leggibile

Molti siti bloccano i crawler delle AI senza che il proprietario lo sappia, per una riga nel file robots.txt o per un’impostazione del servizio di hosting. Se GPTBot non può entrare, ChatGPT non può leggerti, e nessun contenuto cambierà la situazione. Puoi verificarlo gratis con l’AI Crawler Checker di VisibAI: inserisci l’indirizzo del sito e in pochi secondi vedi quali bot sono ammessi e quali bloccati.

Come leggere i risultati

Riporta tutto in una tabella semplice: assistente, domanda, quante volte compari su tre prove, posizione nella lista, fonti citate. Di solito il quadro ricade in uno di questi tre casi:

  • Non compari mai. È la situazione più comune. Nella maggior parte dei casi le AI non hanno abbastanza informazioni chiare su di te: servono pagine che dichiarino in modo esplicito chi sei, cosa fai e dove lavori.
  • Compari solo quando ti nominano. Le AI sanno che esisti ma non ti associano alla tua categoria. Di solito manca il collegamento tra il nome, il servizio e la zona, sul sito e sulle fonti esterne.
  • Compari, ma con dati sbagliati. Le informazioni vecchie o incoerenti tra sito, Google e directory vanno allineate: è il lavoro più rapido e quello che rende di più.

Cosa fare dopo il test

Il test ti dice dove sei, non cosa fare. I passi successivi sono quasi sempre gli stessi: aprire il sito ai crawler, riscrivere le pagine principali in modo che rispondano alle domande dei clienti, aggiungere i dati strutturati e un file llms.txt, e curare la presenza sulle fonti esterne che hai visto citare nel passo 3. È il lavoro che descrivo in farsi trovare su Google e sulle AI ed è la base di ogni sito che costruisco.

Se il test a mano ti sembra lungo, è lo stesso che ho automatizzato in VisibAI: decine di domande ripetute su più assistenti, con un punteggio da 0 a 100, i concorrenti che compaiono al posto tuo e l’elenco delle correzioni. A novembre lo porterò al Web Summit di Lisbona, tra le startup selezionate nel programma ALPHA.